PROGETTI

PROGETTI ATTIVI

Jungle-honey, miele della foresta

Contestualizzazione:  il progetto “Jungle-honey, miele della foresta” è parte importante di un percorso di cooperazione consolidato iniziato nel 2012 nello stesso contesto e prosecuzione della collaborazione con i nostri partner locali con i quali abbiamo in passato gestito i progetti della nostra associazione nella stessa area geografica. Si inserisce in un contesto generale di rivalutazione delle risorse forestali e di incentivo al rispetto e utilizzo sostenibile delle stesse in sinergia con programmi per la sicurezza alimentare, tutela dei gruppi vulnerabili e sviluppo degli ambienti rurali. Gli interventi previsti sono rivolti direttamente a comunità e villaggi della foresta in modo che questi possano trarne un beneficio duraturo e riproducibile. Tramite un intervento di formazione, di sostegno operativo e pratico, il progetto ha lo scopo di rafforzare e incentivare l’attività di apicoltura e la sua filiera razionalizzando alcuni principi che rendono questo tipo di allevamento facilmente gestibile, in poco tempo produttivo ed in grado di fornire ai beneficiari diretti un’ottima risorsa nutrizionale dove spesso le fonti di cibo sono carenti e legate alla stagionalità. Il miele, con le dovute accortezze, è facilmente conservabile anche a climi tropicali e questo permette di creare delle riserve per l’auto consumo e per la vendita/scambio nei mercati locali. Anche cera d’api e propoli, ricavate in apicoltura, consentiranno di migliorare la condizione economica dei beneficiari come dimostrato dalla precedente esperienza del progetto “Cera Solare”. E’ previsto l’impiego di artigiani locali per la costruzione delle attrezzature occorrenti (ad es. arnie e indumenti di protezione). Con l’impiego attivo dei beneficiari si darà inoltre a questi ultimi un’opportunità di rivalutazione delle potenzialità e delle ricchezze del loro territorio e dell’equilibrio di convivenza con la foresta, stimolandone così una consapevole difesa. Contestualmente l’apicoltura è anche un importante tassello nella conservazione e nella stimolazione della biodiversità.

Obiettivi: migliorare le condizioni di vita socio economiche e nutrizionali della comunità rinforzando le competenze tecniche della filiera apicoltura in un processo inclusivo dei gruppi vulnerabili; l’obiettivo, per quanto generico, rivolge una particolare attenzione alle disparità sociali e di genere integrando il progetto con altre iniziative complementari intraprese nello stesso contesto dal nostro partner locale e altre associazioni/istituzioni presenti sul territorio.

Aumentare l’indotto economico della popolazione tramite la formazione e le migliorie apportate alla filiera apicoltura (produzione/ trasformazione/ conservazione/ gestione) e l’accessibilità a un prodotto, il miele, di miglior qualità; – Per materializzare questo obiettivo, il progetto prevedrà la fornitura di materiali e la formazione teorico/pratica sulle tecniche base dell’apicoltura razionale, seguendo le diverse fasi stagionali, in modo che possano essere riprodotte in autonomia dai beneficiari anche grazie alla documentazione di monitoraggio e resoconto finale del progetto. – L’accessibilità alla fonte nutrizionale miele sarà migliorata grazie alla maggiore disponibilità (aumento della produzione stimato 100% nel primo anno con coefficiente di aumento del 25% negli anni successivi). – La qualità dell’alimentazione sarà migliorata grazie alla formazione all’igiene alimentare e attraverso la conservazione del prodotto che lo renderà disponibile anche nei periodi non produttivi.

Beneficiari: i partecipanti al ciclo formativo e i loro nuclei familiari/comunità di appartenenza scelti in modo da distribuire sul territorio competenze e risorse derivanti dal progetto utili per la prosecuzione in autonomia. Le donne dei villaggi che si occupano della vendita e scambio dei prodotti di prima necessità nei mercati locali. Gli abitanti delle comunità forestali locali grazie all’aumentata disponibilità della fonte alimentare miele, alcune figure professionali non direttamente coinvolte nell’apicoltura ma collegate all’indotto di questa attività come ad esempio gli artigiani arruolati per la costruzione dell’attrezzatura (arnie, tute protettive, …), i soggetti interessati all’attività di sensibilizzazione in loco, particolarmente nelle scuole.

Risultati attesi: le competenze acquisite in apicoltura, le tecniche e gli strumenti di lavoro e monitoraggio dinamizzano la filiera e consentono la gestione in autonomia dell’attività e il suo sviluppo futuro. La sostenibilità ambientale e sociale del progetto è garantita grazie alla creazione di una rete di scambi di competenze ed esperienze ed alla capitalizzazione dei risultati delle precedenti cooperazioni. Il paternariato attorno al progetto ha una continuità dopo la fine del periodo di esecuzione.

Principali attività: prima della formazione: incontro con stakeholders ossia associazione partner, beneficiari diretti e assemblea dei capi villaggio per definire le regole ambientali, preparare degli spazi adatti all’attività e definire le responsabilità dei soggetti coinvolti. Far conoscere il progetto le istituzioni locali ed altri soggetti attivi in loco (ONG) in modo da favorire le sinergie con programmi di sviluppo delle aree rurali e politiche per la gestione delle risorse forestali. Reperimento dei materiali necessari e l’occorrente per la formazione: acquisto legname, fabbricazione delle arnie e delle tute protettive coinvolgendo artigiani locali e preparazione delle famiglie di api (fornite dal partner locale) poi gestite e moltiplicate durante le attività. Formazione teorico/pratica con gestione degli apiari nelle diverse fasi stagionali di lavoro e produzione, compresa la raccolta e lo stoccaggio, del miele in locali ad uso collettivo. Dare impulso a piccoli circuiti economici e di scambio introducendo il miele che eccede l’auto consumo nei mercati locali (definendo uno standard riconoscibile di confezionamento ed etichettatura, il prezzo ed uno spazio apposito di riferimento) affiancandolo agli altri prodotti forestali normalmente commerciati (principalmente frutti e ortaggi di stagione). Redazione di schede di monitoraggio sulle tappe della formazione, schede di valutazione sulla qualità e quantità del miele prodotto, eventuali criticità incontrate nel percorso, realizzare un documento finale (anche in lingua locale) corredato da fotografie e filmati che serva sia ai beneficiari per proseguire l’attività in autonomia ed ampliarla ad altri contesti, sia come presentazione del progetto da utilizzare nel sito web dell’associazione e nelle iniziative per la raccolta fondi e la sensibilizzazione. Realizzare occasioni di incontro: – sul territorio regionale per la raccolta fondi e la sensibilizzazione rispetto alle tematiche affrontate (con i partener regionali). – in loco per diffondere e monitorare i risultati ottenuti, i loro effetti futuri e per la sensibilizzazione.

Savage Garden

vivaio per la conoscenza, la riproduzione e la ridistribuzione sul territorio

delle piante utili del Monte Camerun (2016/2017)

Il progetto “Savage Garden” è parte importante di un consolidato percorso di cooperazione iniziato nel 2012 tra LAGGIUNGLA Onlus e i suoi partner locali e si iscrive nello stesso contesto territoriale offrendo una coerente continuità tematica. Basandosi sulla rivalutazione delle risorse forestali e l’incentivo al rispetto e utilizzo sostenibile delle stesse, il progetto si intende in sinergia e supporto di programmi per la sicurezza alimentare, la tutela dei gruppi vulnerabili e lo sviluppo degli ambienti rurali. Gli interventi previsti sono rivolti direttamente a comunità e villaggi della foresta in modo che questi possano trarne un beneficio duraturo e riproducibile.

Il progetto considera importante valorizzare il contesto di vita ambientale e culturale affinché non venga irrimediabilmente trasformato da pressioni esterne; inoltre il progetto considera di poter stimolare la conservazione del patrimonio forestale. Un’attenzione particolare sarà riposta verso il ruolo delle donne nella valorizzazione economica di alcuni prodotti forestali soprattutto a destinazione della vendita/scambio sui mercati locali.

Il progetto si inserisce in un contesto di più ampio respiro volto alla 1) conservazione della biodiversità, lotta contro la deforestazione e lo sfruttamento non sostenibile di queste aree, 2) al miglioramento del contesto nutrizionale e sanitario e infine 3) al supporto economico tramite la promozione commerciale dei prodotti forestali non lignosi (tra cui spicca il miele). Il progetto conta quindi di poter incidere positivamente sulla qualità di vita dei beneficiari e sull’ecosistema in cui abitano.

L’aumentata disponibilità e conoscenza delle “piante utili” nelle tre aree considerate dal progetto favorirà la crescita sociale, economica e sanitaria oltre che l’emancipazione dei beneficiari da circuiti commerciali esogeni e non sostenibili.

Il progetto offre ai beneficiari un’occasione di emancipazione economica e di rivalutazione del contesto di vita, dell’equilibrio dell’ecosistema e delle risorse forestali stimolandone la protezione attiva.

Si tratta quindi di originare un piccolo indotto, fonte di reddito, sia per chi parteciperà alla gestione del vivaio sia per chi ne riprodurrà l’esperienza in contesti simili, compresa la commercializzazione dei prodotti ottenuti.

Grazie a un’attività quale la gestione del vivaio, la coltivazione/diffusione delle piante utili nei cluster individuati dal progetto e ai due moduli formativi (1 – gestione vivaio e utilizzo delle piante, 2 – commercializzazione), si mira ad aumentare la consapevolezza e la conoscenza del proprio contesto di vita e valorizzare la capacità endogena d’azione nel difendere e rivalutare anche altre attività tradizionali valorizzando alcuni aspetti delle culture locali legati alla conoscenza della natura.

Il progetto offre anche opportunità di emancipazione da circuiti di consumo imposti e non sostenibili (ad es. l’invasione aggressiva e sregolata dei farmaci di produzione nigeriana, spesso di dubbia e pericolosa qualità), di sostegno ai giovani senza fonte di reddito (privilegiati nell’accesso alla formazione per la gestione e la riproduzione del vivaio) e per le donne delle comunità coinvolte (destinatarie della formazione sulla commercializzazione dei prodotti forestali).

Il progetto è integrato con altre iniziative nella stessa area geografica e rientra in una rete di collaborazioni già avviata che faciliteranno l’ottenimento dei risultati previsti e la presa in carico locale degli stessi.

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PROGETTI IN FASE DI AVVIAMENTO:

 

MEAD: microimprese per la produzione e la commercializzazione dell’idromele nelle zone rurali del Sudwest Camerun

(Inizio attività previsto per fine 2018)

 

pratica