Dicembre 2013, costruzione di sceratrici solari con gli apicoltori del Mout Cameroon.

 

Nell’ambito del progetto G-Honey abbiamo costruito le prime 2 sceratrici solari che permetteranno in modo semplice di raffinare la cera d’api e renderla riutilizzabile e commerciabile.

Il progetto per la costruzione della sceratrice è di facile realizzazione ed è facilmente riproducibile dagli apicoltori dei villaggi; permetterà loro di ottenere cera d’api raffinata grazie a un sistema di filtraggio che utilizza il calore solare. (vedi la pagina con il progetto per costruirla)

 

  Tutti i materiali e gli attrezzi utilizzati sono facilmente reperibili nei villaggi.

 

Non esiste un vero e proprio mercato della cera nella foresta del Mount Cameroon ma è possibile commercializzarla o scambiarla sul mercato di Bamenda, città a qualche decina di km dai villaggi di Bova e Bonakanda.

È per questo che gli apicoltori camerunesi partner del progetto stanno raccogliendo tutta la cera di scarto dai piccoli apicoltori nella zona del Mount Cameroon e di volta in volta ne processano una quantità sufficiente da giustificare il viaggio fino al mercato di Bamenda: un circuito microeconomico che può incoraggiare il mantenimento e la diffusione dell’apicoltura tra i villaggi e creare una collaborazione tra i diversi apicoltori per la raccolta, la raffinazione e il riutilizzo/commercializzazione della cera.

 

 

 La quantità di cera prodotta dall’apicoltura tradizionale africana è, in proporzione, molto maggiore di quella prodotta con i metodi razionali perché l’estrazione del miele viene fatta per spremitura dei favi. Ne deriva che ogni favo da cui viene estratto il miele, ridotto a una pallina pressata, non è più utilizzabile dalle api per il raccolto successivo e può essere usato solamente per la produzione di cera.

Il  metodo dell’estrazione tramite pressatura  riduce il “potenziale mellifero” delle famiglie di api perchè ad ogni stagione devono ricostruire dei favi nuovi, con notevole dispendio di energie, a scapito della quantità di miele prodotta, ma ne risulta appunto che la quantità di cera da raffinare sia maggiore.